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In termini globali, la carne di suino è la più consumata in tutto il mondo e la sua produzione è cresciuta negli ultimi 10 anni. Questa crescita é dovuta alla produzione intensiva, come conseguenza della selezione e del miglioramenti di razze ed ibridi suini, più proliferi e con migliori rendimenti in carne, del miglioramento in nutrizione, gestione, sanità e installazioni. Questi sistemi di produzione intensiva di suino hanno fatto sí che gli individui genetici meno produttivi, strettamente legati ad ambienti agrari e forestali, siano spariti o stiano scomparendo, causando un importante deterioramento del tessuto socioeconomico del suo ambiente produttivo.
Tuttavia, questo deterioramento si è visto limitato per il mantenimento di una certa produzione suina estensiva che implica due componenti importanti: La qualità dei prodotti carnici e l'utilizzazione diretta delle risorse naturali.
In relazione al primo aspetto, la qualità dei prodotti che si elaborano con carni provenienti da suini mediterranei é ampliamente conosciuta, (prosciutti, spalle, insaccati, paté, eccetera..) alcuni dei quali sono considerati delicatessen della gastronomia ed emblemi di regioni, comunitá o aziende.
L'altro componente fondamentale della produzione estensiva è il suo ambiente produttivo. Questo è responsabile della qualità delle carni a causa del consumo di foraggi ed altri prodotti dei boschi e della “dehesa”, e allo stesso tempo svolge un ruolo importante nel mantenimento dell'equilibrio di questi ecosistemi agrosilvopastorali. Inoltre, questa simbiosi tra bestiame suino e bosco fa che si rivalutino queste zone, essendo un elemento chiave per l'insediamento della popolazione e lo sviluppo di aree rurali che, altrimenti, sarebbero rimasti spopolate.
Questi sistemi di produzione estensiva di maiale nell'area mediterranea sono una possibile alternativa agli sfruttamenti intensivi, grazie alla conservazione dell'ambiente e all’uso di risorse naturali. Ció evita la dipendenza da materie prime importate ed altri problemi relativi a prodotti agricoli eccedenti nella CE.
Di fronte a questo panorama, si osserva che scarseggiano studi specifici sulla genetica, l’alimentazione, la gestione, la sanità, processi di trasformazione, la tracciabilitá e i controlli di qualità sui prodotti, studi sugli aspetti socioeconomici, riferiti ai sistemi di produzione porcina estensiva. Nonostante esistano eventi monografici tecnico-scientifici che riguardano questi aspetti, normalmente non analizzano il settore nell’ insieme. Ciò suscita, nei tecnici e di ricerca svolti da diversi paesi del bacino mediterraneo, la necessità di realizzare incontri periodici per scambiare esperienze, progetti e lavori, con l'obiettivo di dare risposta alle necessità di sviluppo e miglioramento di questi sistemi di produzione, di renderli più efficienti, mantenere l’intorno ambientale e la qualità dei suoi prodotti e di favorire lo sviluppo economico e sociale delle regioni nelle quali si aplicano.
Questo tipo di riunioni si è portato a termine attraverso i Congressi Internazionali di Maiale Mediterraneo che, dall'anno 1987, si sono venuti realizzando in Ajaccio (Francia, 1987), Badajoz (Spagna, 1992), Benevento (Italia, 1995), Évora (Portogallo, 1998), Tarbes (Francia, 2004) e Cappo D'Orlando (Italia, 2007). bisogna emergere che detti Congressi si sono visti arricchiti, nelle due ultime edizioni, con la partecipazione di paesi del Questo dell'Europa (come Slovenia e Croazia), dove è previsto realizzare il 8º congresso nel 2013.
Nell'ultimo Congresso, celebrato in Capo D'Orlando (Italia) il Comitato Scientifico accordò che Cordova fosse la sede del 7º Congresso, il quale si celebrerà i giorni 14, 15 e 16 di ottobre di 2010.
Come organizzatori di questo evento crediamo che è una buona occasione per aiutare allo sviluppo di questi sistemi produttivi che sono un'alternativa importante per lo sviluppo economico in alcune aree molto specifiche e necessitate del nostro paese e speriamo che sia non solo un incontro del che escano nuovi apporti per il settore quale possano servire da riferimento, all'ambiente mediterraneo, bensì a qualunque regione del mondo con la stessa problematica produttiva.