La lingua castigliaina nel '500 tra lessicografia e traduzione. Alcune considerazioni sui 'glossarietti" spagnolo-italiano di Alfonso de Ulloa nell'Orlando Furioso in castigliano e nella Celestina (Venezia, Giolito, 1553)

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Matteo LEFÈVRE

Resumen

In questo articolo, partendo da una prospettiva storico-culturale oltre che linguistica, vengono analizzate alcune questioni inerenti alla traduzione italiano-spagnolo nel Rinascimento. In effeni, soprattutto a partire dai decenni centrali del Cinquecento, per andare incontro alle esigenze del pubblico spagnolo residente in Italia in seguito all'espansione dei domini di Carlo V, editori e stampatori si affannano per dare alla luce testi in lingua castigliana. Numerosi sono dunque i traduttori che lavorano al servizio delle tipografie italiane più .prestigiose e che, come nel caso di Alonso de Ulloa, oltre alle competenze squisitamente linguistiche dann altresi prova di una notevole coscienza lessicografica. A ciò si devono infatti i due brevi dizionari italiano-spagnolo che quest'ultimo inserisce al termine delle due edizioni della Celesfina e dell'Orlando furioso in castigliano del 1553, i quali rappresentano senza dubbio un vero e proprio gioiello della lessicografia rinascimentale.

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