Il ruolo della Legge sulle Antichità Siriane per la protezione del patrimonio culturale fino allo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011

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Anas Al Khabour

Resumen

Come è stato gestito il patrimonio culturale siriano prima che fosse emanata la Legge sulle Antichità Siriane nel 1963? E come è stato considerato da quel momento in poi? Questo documento rappresenta il tentativo di rispondere a tale quesito, partendo dal periodo dell’Impero Ottomano, percorrendo poi gli anni del Mandato Francese in Siria fino all’emanazione della Legge sulle Antichità nel 1963 con tutti i suoi relativi emendamenti del 1999, per terminare infine con la deliberata distruzione del patrimonio culturale che ha fatto seguito all’inizio della guerra civile nel marzo 2011. Il mio proposito è quello di riferire la mia esperienza in qualità di Direttore del Museo Nazionale di Raqqa 2003-2008 e come Dirigente del Dipartimento delle Antichità e dei Musei. In parallelo alla Legge sulle Antichità esistevano una serie di commissioni ed enti competenti che erano in grado di proteggere il patrimonio culturale in maniera soddisfacente pur mancando le risorse umane ed economiche. Il patrimonio culturale è stato sempre considerato parte dell’identità nazionale ed è passato attraverso stadi di conservazione o depredazione, a seconda della scena politica, ma in generale le leggi e le regolamentazioni locali in Siria hanno avuto la funzione di controllare tutte le attività relative al patrimonio culturale: esportazione, rinvenimento, ricerca, preservazione, mostra e diffusione.

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